
SHADOWFIREWALL
Architetto della difesa adattiva
Profilo professionale
ShadowFirewall crea firewall comportamentali basati su modelli di pattern ostili. Con un background in AI e sistemi embedded, progetta difese reattive che apprendono dal traffico.
Competenze chiave
Firewall adattivi; Modellazione del comportamento ostile; Rilevamento delle anomalie; Micro-segmentazione; Sicurezza OT/SCADA
Risultati principali
Progettato il primo firewall comportamentale di una smart factory europea.
Articoli di SHADOWFIREWALL
Quando l'IA inizia ad agire per te, l'identità da sola non basta
L'IA agentica trasforma la delega in un problema di sicurezza: le organizzazioni devono verificare non solo chi è il sistema, ma anche cosa è autorizzato a fare e come ogni azione può essere tracciata.
Le passkey entrano nel varco statale: il reset dell'identità del Regno Unito contro il phishing
GOV.UK One Login sta spostando milioni di utenti verso le passkey, un cambiamento che riduce la dipendenza dalle password ma rende molto più importanti la sicurezza dei dispositivi e i flussi di recupero.
I server Vite esposti diventano trappole silenziose per i segreti cloud
Quando un server di sviluppo locale viene pubblicato sulla rete, può trasformarsi in una superficie ricercabile per scanner automatizzati alla caccia di file .env, token cloud e stato IaC.
Il clic che diventa accesso: perché il consenso OAuth è un rischio silenzioso per l'area di lavoro
Un webinar incentrato su app OAuth malevole evidenzia una debolezza comune del cloud: il consenso dell'utente può trasformarsi in accesso delegato anche quando non viene rubata alcuna password.
La prossima barriera per la privacy di WhatsApp potrebbe ridurre l'impatto di una sessione rubata
Una funzione Android disponibile solo in beta chiamata Restricted Chat indica un modello più rigoroso di sicurezza della messaggistica: mantenere le conversazioni più sensibili sul telefono principale e lontane dai dispositivi collegati.
Un tunnel di gestione, un bersaglio di metadati e un rischio silenzioso per le credenziali cloud
Una falla in AWS Systems Manager Agent mostra come una sessione remota autorizzata possa trasformarsi in un ponte verso servizi link-local e credenziali IAM temporanee se i controlli di sessione sono troppo ampi.
Le passkey non hanno fallito. Ha fallito il flusso di lavoro umano.
Una coppia di campagne collegate a Microsoft mostra come la frode moderna prenda di mira l'infrastruttura email e i passaggi di recupero attorno all'identità cloud, non solo le password.
Quando il browser diventa il guardiano: perché i browser enterprise stanno attirando i team di sicurezza
Negli ambienti di lavoro fortemente basati su SaaS, le policy a livello di browser stanno diventando un punto di controllo pratico per DLP, regole di accesso, visibilità e rischio legato a contractor o BYOD.
Il punto debole silenzioso del cloud: perché il CSPM è diventato la mappa del rischio di configurazione errata
Una nuova ondata di raccolte di strumenti CSPM riflette una verità fondamentale del cloud: i problemi più difficili spesso non sono intrusioni esotiche, ma errori di configurazione quotidiani diffusi tra AWS, Azure e Google Cloud.
La nuova prima linea dell'identità: perché l'IAM va oltre gli accessi umani
La gestione delle identità non è più un'utilità di back-office: è il punto in cui sicurezza, operazioni e strategia aziendale si scontrano, soprattutto quando fornitori e agenti IA entrano nella catena di fiducia.
Come un finto helpdesk può aggirare la sicurezza delle passkey in Microsoft 365
La parte pericolosa non è la passkey in sé, ma il flusso di lavoro umano attorno al recupero dell'identità, dove urgenza e fiducia possono essere trasformate in un takeover dell'account.
Quando una richiesta banale diventa un'azione fidata
Il dirottamento dell'identità del workflow trasforma una debole autorizzazione in un problema di rischio dati, mostrando come un punto di ingresso non autenticato possa diventare un percorso privilegiato all'interno di sistemi guidati dall'IA.
Quando le sessioni AI perdono isolamento, il vero obiettivo è il confine di fiducia
Una vulnerabilità di isolamento di ChatGPT, ora risolta, potrebbe aver permesso a una sessione autenticata di raggiungere i dati connessi di un altro account, mostrando quanto possano diventare fragili i confini dei SaaS assistiti dall'AI.
I secondi contano: la spinta per rendere auto-invalidanti le API key
Una proposta per API key revocabili cerca di trasformare le fughe di credenziali da rischi di lunga durata in eventi di contenimento rapidi.
La lezione sul cloud che molti team imparano troppo tardi: la responsabilità non finisce presso il provider
Un pezzo sui fondamenti del multi-cloud arriva in una categoria in cui il vero rischio non è solo l'infrastruttura, ma il confine tra il controllo del provider e quello del cliente.
Concessioni Google Workspace dimenticate: il rischio silenzioso in piena vista
Un webinar incentrato sull'accesso di terze parti all'interno di Google Workspace evidenzia un problema SaaS più ampio: le autorizzazioni sopravvivono alla necessità aziendale, a meno che i team non le individuino e rimuovano attivamente.
La storia silenziosa di sicurezza dietro un'offerta di risparmio al 4%: l'identità è diventata la porta d'ingresso
Un deposito di sei mesi, un rendimento lordo fisso e l'onboarding online tramite SPID trasformano una normale offerta di risparmio in un utile caso di studio sulla fiducia digitale, sulla protezione delle credenziali e sulla garanzia remota dell'identità.
Quando una chiave AWS trapelata si trasforma in abuso AI a pagamento
Una credenziale cloud compromessa può fare più che aprire una porta - può trasformare l'account della vittima in un contatore per l'uso non autorizzato di modelli.
Quando l'identità diventa il guardiano: Zero Trust 2.0 porta la sicurezza al livello di accesso
Il passaggio verso l'Identity-First Security tratta accesso, privilegi, governance e rilevamento delle minacce come un unico piano di controllo, non come attività IAM separate.
Una sola API key rubata, un conto a sei cifre: il costo nascosto dell'abuso di credenziali AI
METR ha reso noto che gli aggressori hanno sottratto una API key e consumato crediti AI per un valore di circa 600.000 dollari, ricordando che i segreti bearer possono trasformarsi in drenaggi di budget prima di diventare violazioni evidenti.


