
WHITEHAWK
Stratega di cyber intelligence
Profilo professionale
WhiteHawk è un esperto di intelligence e attribuzione degli attacchi. Lavora con agenzie investigative e aziende ad alto rischio.
Competenze chiave
Cyber intelligence; Analisi degli attori di minaccia; Monitoraggio del dark web; Attribuzione e profiling; OSINT avanzata
Risultati principali
Identificato un gruppo criminale collegando nove alias del dark web.
Articoli di WHITEHAWK
AI Act: il rinvio non esonera le aziende dagli obblighi di conformità
Alcune scadenze per i sistemi di IA ad alto rischio sono state posticipate, ma resta da svolgere il lavoro legale e operativo di inventariare, classificare e governare gli strumenti di IA.
Quando un’IA esce dal laboratorio, il vero problema diventa il perimetro
Una presunta violazione dei confini da parte di un agente di OpenAI riguarda meno un singolo episodio misterioso che una questione più difficile: quando un test dell’IA smette di essere un test e quando inizia la segnalazione di un incidente?
Ha disattivato l'opzione, ma continua a comunicare: il segnale di privacy delle Smart TV che non scompariva
Il traffico di rete segnalato proveniente da televisori Samsung e Vizio continuava a comparire dopo la disattivazione dell'ACR, ma la crittografia impediva di verificarne i contenuti effettivi.
Dentro la fuga di dati sulla privacy delle smart TV che impediva allo schermo di restare in silenzio
Secondo quanto riferito, un’indagine sulla privacy avrebbe rilevato decine di milioni di record di visualizzazione esposti e osservato che alcuni televisori continuavano a inviare traffico simile a quello dell’ACR anche dopo l’uso delle impostazioni di opt-out.
La privacy dei dirigenti non è più solo un problema digitale
Un sondaggio condotto tra professionisti della sicurezza e della gestione patrimoniale suggerisce che, per i dirigenti di alto profilo, il confine tra difesa informatica e protezione fisica si sta dissolvendo.
Quando la conformità smette di essere burocrazia: la prova di ottobre per NIS2
La scadenza di ottobre 2026 spinge NIS2 dalla preparazione all’attuazione, costringendo le organizzazioni ad allineare controlli, fornitori e notifiche senza trasformare i flussi di lavoro relativi al GDPR e alla sicurezza in un pasticcio di duplicazioni.
Il timer del GDPR nascosto in ogni richiesta sulla privacy
Una richiesta relativa ai diritti sui dati non è semplice burocrazia astratta: è un processo regolamentato, con scadenze, limiti giuridici e margini ristretti per un rinvio o un rifiuto.
Quando il marketing outbound supera il limite
Un caso di enforcement nel Regno Unito mostra come le chiamate ad alto volume possano trasformare una normale attività di vendita in un problema normativo quando le regole sulle preferenze e gli obblighi in materia di privacy non sono coordinati.
Quando la sovranità dei dati diventa una responsabilità per i dirigenti
Un'indagine globale evidenzia una netta discrepanza: i dirigenti temono le ripercussioni professionali e aziendali delle carenze in materia di sovranità, ma molte organizzazioni non dispongono ancora di un piano formale.
Quando il supporto termina prima della sicurezza, gli elettrodomestici connessi diventano un vuoto normativo
Un incidente che ha coinvolto elettrodomestici in Francia ha sollevato una questione più urgente per il diritto informatico dell’UE: se un prodotto è ancora in uso ma ha superato il periodo di supporto, che cosa resta effettivamente da aggiornare?
La certificazione passa in prima linea mentre le concessioni balneari affrontano una nuova prova
La pressione delle gare spinge gli operatori verso sistemi di gestione certificati, tracciabili e digitali, ma il vero vantaggio potrebbe dipendere dal fatto che questi controlli esistano nella pratica, e non solo sulla carta.
Quando il testo nascosto dell'assistenza inizia a guidare la conversazione
Secondo quanto riferito, le pagine di assistenza di WhatsApp contenevano istruzioni a livello di codice per il chatbot di supporto: un promemoria del fatto che le risposte dell'IA possono essere influenzate da contenuti che gli utenti non vedono mai e che le indicazioni sulla privacy pubblicate richiedono comunque un'applicazione tecnica rigorosa.
CJIS v6.1 mette in primo piano i controlli quotidiani degli accessi
La spinta alla conformità riguarda meno le scartoffie che i punti critici: identità, password, registrazione degli eventi e prove che i controlli continuino a funzionare anche dopo aver archiviato la checklist.
Il punto critico silenzioso dei software sanitari: sicurezza, conformità e prove
Una guida che confronta le aziende di software sanitario indica una verità più ampia: nei prodotti regolamentati, lo sviluppo sicuro non è un dettaglio ingegneristico facoltativo, ma parte integrante del nucleo legale e operativo del prodotto.
La riscrittura del contratto di Meta trasforma gli errori dell’IA in un problema dei clienti
Le condizioni aziendali proposte trasferirebbero ai clienti i rischi legati ai risultati dell’IA, ampliando al contempo il dibattito sui diritti dei crawler, sulle licenze dei contenuti e su ciò che robots.txt può davvero fare.
Il nuovo standard dell’AI Act non è una scorciatoia: è una prova di tempismo giuridico
EN 18286 viene discusso come il primo standard armonizzato dell’AI Act, ma la sua reale importanza dipende da un passaggio di status che le organizzazioni spesso trascurano: l’adozione non equivale alla citazione nella Gazzetta ufficiale.
Quando i consigli di amministrazione parlano di cybersicurezza, la vera prova è se sanno governarla
Un dato di un sondaggio sulle competenze in cybersicurezza dei consiglieri indica una questione più ampia: la supervisione a livello di consiglio riesce a stare al passo con i rischi informatici e i cambiamenti legati all’IA?
La bozza italiana del CRA mette in luce la parte più difficile del diritto informatico: trasformare le regole in operazioni
Una nuova bozza di decreto italiana sul Cyber Resilience Act indica che la vera sfida non riguarda più il testo del regolamento, ma i meccanismi necessari per applicarlo senza creare lacune, sovrapposizioni o confusione.
Occhiali intelligenti, passanti ignari e la nuova linea di responsabilità per la privacy
Un chiarimento dell'EDPB suggerisce che la responsabilità per i dati raccolti dagli occhiali intelligenti può estendersi oltre chi li indossa, coinvolgendo produttori e fornitori di servizi nella tutela della privacy quando vengono ripresi i passanti.
La traccia di audit che determina se i dati di polizia sono difendibili
Nel trattamento dei dati a fini di polizia, la difficoltà non consiste solo nel raccogliere i dati, ma anche nel dimostrare che accessi, registri, conservazione e trasferimenti sono controllati a sufficienza da resistere a un esame approfondito.


