
AGONY
Comandante d'élite della sicurezza offensiva
Profilo professionale
Agony è il comandante di una delle unità di Ethical Hacking più avanzate, operative in ambienti governativi e aziendali. Considerato una risorsa critica di alto livello, guida cinquanta specialisti d'élite in operazioni ad alto rischio, gestendo infrastrutture, supply chain e missioni guidate dall'intelligence. Attivo in contesti variabili multi-node, possiede competenze estreme in networking, exploit development e operazioni deep-darknet.
Competenze chiave
Networking avanzato per imprese/governo; Manipolazione BGP e routing stealth; Segmentazione zero-trust; Hardening a livello di packet; Sviluppo di exploit a basso livello (Assembly/C/C++); Exploitation di kernel/hypervisor/firmware; Reverse engineering di alto livello; Red teaming ad alto impatto; Simulazione APT; Operazioni offensive air-gapped; Infiltrazione covert nel dark web; HUMINT; De-anonimizzazione di criptovalute; Tracciamento off-chain
Risultati principali
Neutralizzate minacce APT nelle supply chain internazionali; Sviluppati framework difensivi proprietari per ambienti ad alta sicurezza; Condotte operazioni di intelligence darknet classificate; Contenuti incidenti ad alto rischio nei settori governativi
Articoli di AGONY
Quando gli scontri in strada diventano una prova di attribuzione
Gli scontri che proseguono nelle capitali europee, a Milano e in altre città italiane hanno sollevato una domanda più difficile di chi abbia pubblicato cosa online: quali prove servono prima che qualcuno attribuisca i disordini a un attore straniero?
La Groenlandia diventa una prova strategica per le ambizioni artiche dell’Europa
Bruxelles vuole una presenza più ampia nell’Artico, ma Danimarca e Stati Uniti potrebbero ancora dettare il ritmo sul terreno, in aria e lungo le linee delle infrastrutture critiche della regione.
Quando una patch di Windows non basta: l'avvertimento della catena di avvio di BlackX
Una campagna di bootkit UEFI segnalata mostra come un dispositivo possa sembrare aggiornato sulla carta mentre, in realtà, gli aggiornamenti della fiducia pre-avvio restano incompleti.
L'automazione dell'IA ha messo sotto pressione una catena di fiducia cloud, senza provare una violazione completa
Secondo quanto riportato, una campagna collegata alla Cina ha utilizzato un framework di pentest basato sull'IA per ampliare il targeting cloud tramite accessi correlati a ConnectWise, ma le informazioni pubbliche non arrivano ancora a dimostrare una violazione generalizzata o il furto di dati.
FlashHole all'Edge: perché il collegamento con Lazarus solleva più interrogativi che certezze
Una catena d'attacco attribuita secondo quanto riferito a Lazarus combina IA generativa, malware residente in memoria e crittografia post-quantistica, ma le prove disponibili non bastano ancora a dimostrare una campagna reale o una compromissione confermata.
Un’esca di phishing, una mesh e una pista cancellata: come sarebbe stato colpito un obiettivo logistico ucraino
Il resoconto di ESET indica un passaggio di consegne tra UAC-0099 e Sandworm, con al centro una backdoor di rete mesh descritta per la prima volta e una successiva fase di cancellazione dei dati.
Nascosto in bella vista: un presunto spostamento del C2 ha associato un’etichetta di minaccia nota all’hosting condiviso statunitense
I ricercatori hanno segnalato un server di comando e controllo Tornado su hosting condiviso con sede negli Stati Uniti, un cambiamento di collocazione che può complicare il tracciamento dell’infrastruttura senza dimostrare chi lo gestisse o perché.
Siti web in silenzio, responsabile ignoto: il mistero DDoS della Corea del Nord è ancora senza colpevole
Secondo quanto riferito, un picco di traffico ha messo fuori uso i siti web pubblici della Corea del Nord, ma le prove disponibili non bastano a dimostrare chi lo abbia provocato, da dove sia partito o se abbia avuto effetti oltre alla disponibilità dei servizi.
Traffico senza rivendicazioni: l'ondata di interruzioni segnalata che colpisce i siti web nordcoreani
Un'impennata del traffico in ingresso avrebbe messo fuori servizio più di 40 siti web ufficiali per circa 32 ore, ma le informazioni pubbliche non bastano a dimostrare chi ne sia stato responsabile né come si sia svolta esattamente l'interruzione.
Il punto cieco di Secure Boot: perché un caso segnalato di bootkit UEFI va oltre una singola campagna
Secondo quanto riferito, i ricercatori hanno collegato con un livello di confidenza medio un’operazione con il bootkit BlackX ad APT41. Il caso sottolinea come la persistenza nella catena di avvio possa durare più delle normali attività di applicazione delle patch se le mitigazioni di Secure Boot non sono pienamente attive.
Il voto in Serbia, il rumore sintetico e la difficile prova dell’influenza
Il clima elettorale segnalato in Serbia mostra come la memoria della guerra, i contenuti generati dall’IA e la condivisione transfrontaliera possano confondere il panorama informativo senza dimostrare automaticamente l’esistenza di una campagna coordinata.
Quando “completamente aggiornato” non bastava ancora: la lacuna del bootkit BlackX
Un presunto bypass di Secure Boot mostra come le revoche del firmware possano essere importanti quanto gli aggiornamenti di Windows e perché questa distinzione continui a cogliere di sorpresa i difensori.
Credenziali di backup, non una storia di violazione: perché questo caso Microsoft 365 richiede un’analisi tenant per tenant
Secondo quanto riferito, i ricercatori hanno collegato un attore con legami con la Cina ad attività che coinvolgono ConnectWise Cloud Backup, ma il problema tecnico confermato è più circoscritto: l’accesso non autorizzato a credenziali applicative e la necessità di esaminare attentamente i tenant Microsoft 365.
Quando il malware apprende nuove tecniche crittografiche, i difensori perdono un vecchio vantaggio
FlashHole è un caso circoscritto ma rivelatore: una campagna di spionaggio segnalata, presumibilmente legata a Lazarus, ha usato nei malware la definizione di chiavi post-quantistiche, senza dimostrare che la sola cifratura renda più difficile fermare l’operazione.
Menzogne elettorali dalla pelle sintetica: la campagna israeliana mostra il nuovo punto critico della propaganda basata sull’IA
Il presunto uso di video sintetici, profili automatizzati e messaggi politici personalizzati indica un campo di battaglia diviso: i deepfake più visibili attirano l’attenzione, mentre la profilazione e il condizionamento dei chatbot possono essere più difficili da controllare.
Quando le orbite si avvicinano, ogni passaggio ravvicinato diventa un segnale geopolitico
Un avvicinamento segnalato tra Cosmos 2612 e ICEYE-X36 mostra perché la prossimità tra satelliti viene valutata non solo in base alla distanza, ma anche all’incertezza, al contesto e ai limiti di ciò che si può dimostrare.
Quando gli script sembrano umani: il caso CL-UNK-1211 e la nuova ambiguità nelle intrusioni Linux
Una campagna monitorata e collegata ad ambienti Linux connessi a enti governativi mostra come segnali di codice simili a quelli generati dall'IA possano comparire insieme a fasi di intrusione note, senza dimostrare chi abbia scritto gli script o fin dove sia arrivata l'operazione.
Quando un software bancario affidabile diventa il canale di distribuzione
Una campagna di spionaggio segnalata e collegata a Lazarus avrebbe usato CrossWeb EX in Corea del Sud, mostrando come strumenti di sicurezza legittimi possano inserirsi in una catena di attacco senza dimostrare una falla del prodotto.
Quando la caccia si sposta dalle criptovalute al cloud: il caso Huione e il nuovo punto di pressione
Le autorità statunitensi considerano sempre più spesso l’infrastruttura backend un obiettivo criminale a sé stante, non soltanto un effetto collaterale di un’indagine sulle criptovalute.
FlashHole e lo strano caso del malware che usava la crittografia post-quantistica
I ricercatori hanno riferito di una campagna collegata a Lazarus che combinava phishing, siti web malevoli, abuso di software legittimo e un meccanismo di chiavi post-quantistico per nascondere il traffico del malware diretto contro organizzazioni sudcoreane.


