L'energy harvesting è il processo di cattura di piccole quantità di energia dall'ambiente, come luce solare, calore, vibrazioni o onde radio, per alimentare dispositivi elettronici. Nell'ingegneria della sicurezza, è comune nei sensori remoti, nei tracker di asset e in altri sistemi IoT a basso consumo che devono funzionare in luoghi in cui sostituire le batterie è difficile o impossibile. È importante perché la fonte di alimentazione influenza la disponibilità, il tempo di attività e la fiducia nei dati prodotti dal dispositivo.
Nella pratica, l'energy harvesting può abilitare la difesa: consente ai dispositivi di monitoraggio di restare distribuiti più a lungo e supporta sistemi resilienti in aree isolate. Ma crea anche una superficie di attacco. Se un attaccante può ombreggiare un pannello solare, bloccare le vibrazioni o in altro modo ridurre l'energia raccolta, può costringere un dispositivo a spegnersi, far perdere registrazioni o indurre un comportamento inaffidabile. Per questo motivo, i progetti sicuri affiancano l'hardware di raccolta dell'energia a software consapevole del consumo, a un posizionamento resistente alle manomissioni e a controlli che distinguano le letture genuine dai vuoti di dati causati dalla perdita di energia.


