La manipolazione dell'informazione consiste nel condizionare deliberatamente ciò che le persone credono o notano distorcendo i fatti, presentando i messaggi in modo selettivo o diffondendo contenuti strategicamente. Può comportare affermazioni fuorvianti, materiale autentico presentato fuori contesto, contenuti sintetici o tentativi di amplificare determinate narrazioni. La manipolazione descrive l'effetto o la tattica; di per sé non prova chi ne sia responsabile né che l'attività sia coordinata.
Nella cybersicurezza è rilevante perché, insieme ai sistemi informatici, può essere preso di mira anche il modo in cui le persone percepiscono la realtà. Durante eventi politici, per esempio, post fuorvianti possono diffondersi attraverso normali condivisioni, account coordinati o entrambi. Gli analisti conservano i post originali, le date e gli orari, i file multimediali e gli schemi di ricondivisione, quindi valutano indicatori come l'attività sincronizzata o la ripetizione dei contenuti. Questi indizi aiutano a distinguere le discussioni spontanee da un possibile coordinamento, ma per attribuire la responsabilità servono prove corroboranti. Una verifica accurata e la conservazione delle prove aiutano i difensori a reagire senza scambiare contenuti controversi o una rapida diffusione per la prova di un'operazione clandestina.


