Il proxyjacking consiste nell’uso non autorizzato di dispositivi compromessi come nodi proxy, che inoltrano il traffico Internet di altre persone per generare profitto. Un dispositivo può essere inserito in una rete proxy commerciale, facendo apparire le connessioni come provenienti dal suo indirizzo IP residenziale o aziendale. A differenza degli attacchi incentrati principalmente sul furto di file, il proxyjacking monetizza l’accesso alla rete e le risorse di elaborazione della vittima.
Gli aggressori possono ottenere l’accesso tramite apparati di rete esposti o non aggiornati oppure software aziendale, quindi installare software che mantiene il dispositivo in funzione come relay. Tra i segnali possibili figurano un consumo di banda inspiegabile, connessioni in uscita insolite o prestazioni ridotte. I responsabili della difesa dovrebbero applicare le patch e limitare l’accesso ai dispositivi esposti a Internet, controllare la presenza di processi inattesi e monitorare il traffico in uscita per individuare attività simili a quelle di un relay. Anche un’applicazione legittima di condivisione della banda può diventare un problema di sicurezza se viene installata senza il consenso del proprietario.


